IL LATTOSIO: DAL LATTE AI PANIFICATI

Il lattosio è un disaccaride, cioè uno zucchero complesso composto da glucosio e galattosio, due zuccheri semplici. Il lattosio costituisce il 5% del latte dei mammiferi, questo significa che un litro di latte vaccino contiene in media circa 50 grammi di lattosio.

Il lattosio è utilizzato nell’industria alimentare sotto forma di latte in polvere e viene aggiunto a svariati alimenti come i latticini che consumiamo quotidianamente sulla nostra tavola, come latte, mozzarella, burro e yogurt.

Il lattosio conferisce ai cibi un gusto particolare, dalle note dolci, per questo è utilizzato anche in tanti alimenti precotti, nel pane, nelle carni, nelle minestre.

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Cosa significa essere intollerante al lattosio?
Il lattosio è lo zucchero del latte, alcune persone non possiedono l’enzima per la sua corretta digestione, queste le rende intolleranti al lattosio.
Cosa significa “senza lattosio”?
Un prodotto per essere definito “senza lattosio” deve contenere al massimo lo 0.1% di lattosio (0.1g/100g). Un prodotto è senza lattosio quando le materie prime utilizzate sono prive di lattosio, ossia delattosate.
Qual è la differenza tra allergico al latte e intollerante al lattosio?
L’allergia è una reazione del sistema immunitario che si scatena a causa di un allergene percepito come estraneo dall’organismo e fonte di danno.
Foodness indica le proprie cialde dedicate a coloro che soffrono di allergie con la dicitura “senza latte e derivati” oppure “ok vegani”. Questi prodotti, infatti, non contengono né latte né suoi derivati e nemmeno materie prime di origine animale.
Un esempio di prodotto “ok vegani” è il Ginseng con zucchero di cocco.

L’intolleranza, invece, non scatena nessuna reazione immunitaria. L’organismo si ribella a un certo alimento perché non riesce a digerirlo correttamente. Per chi è intollerante al latte Foodness ha indicato i prodotti “senza lattosio”, che contengono materie prime, latte compreso, alle quali è stato tolto il lattosio.